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Le vicende che hanno portato al definitivo assetto dell'attuale Casa di Riposo "Padre Benvenuto Bambozzi" sono così complesse, che rimane difficile ricostruire le varie fasi senza correre il rischio di tralasciare qualche significativo passaggio.

Bisogna innanzitutto precisare che fino al 1937 le Opere Pie cittadine sono state amministrate dalla Congregazione di Carità la quale, sorta intorno al 1808 ad opera del regime napoleonico, soppressa quindi dal Governo Pontificio, e ripristinata infine dopo l'Unità d'Italia, aggregò un numero sempre maggiore di istituzioni benefiche e assistenziali raggiungendo nel 1915 le ventiquattro unità.

Per scoprire la vera origine dell'attuale Casa di Riposo bisogna andare molto indietro nel tempo. Dopo un primo tentativo per istituire un Ospizio dei Cronici effettuato nel 1810 dalla Congregazione di Carità, l'impulso decisivo venne dato nel 1838 per iniziativa del Card. Pietro Ostini, Vescovo di Jesi e Amministratore Apostolico della Diocesi di Osimo, il quale fondò l'Ospizio dei Poveri Cronici, dotato di redditi sufficienti per il mantenimento di una decina di anziani.

In seguito il nuovo Istituto poté beneficiare di ulteriori sussidi, grazie ai lasciti di persone generose (Sinibaldi, Spalazzi, Sacconi, il Vescovo Soglia Ceroni).

Negli anni settanta del XIX secolo alcuni autorevoli cittadini, costituitisi in comitato, si fecero promotori della fondazione di un nuovo Ricovero, sempre per i poveri anziani, che altre Istituzioni pubbliche, oltre la Congregazione di Carità, si obbligarono a sostenere economicamente, avendo di mira principalmente l'eliminazione della piaga dell'accattonaggio.

Alla fine si giunse alla determinazione di istituire un Asilo di Mendicità ampliando l'esistente Ospizio dei Cronici, con il contributo della Provincia, del Municipio, della Cassa di Risparmio, della Camera di Commercio e della Congregazione di Carità.

Finalmente il 2 gennaio 1881 il Re Umberto I firmò il Decreto di erezione in Ente morale della rinnovata Opera Pia, denominata Asilo di Mendicità "Vittorio Emanuele II", approvandone contemporaneamente lo Statuto organico.

All'Ospizio, fino a quel momento situato nel convento dei Domenicani di San Marco, fu assegnata una nuova sede presso l'Ospedale civile nei locali dell'ex monastero delle Benedettine, solennemente inaugurata il 20 novembre 1881 con un discorso di Giosuè Cecconi e lo scoprimento di una lapide commemorativa.

Inizialmente nel nuovo Asilo di Mendicità furono ammessi 23 uomini e 15 donne, oltre ai 20 già ricoverati nell'Ospizio dei Cronici. Negli anni successivi assistiamo ad una sorta di gara di solidarietà, da parte di generosi cittadini, come Andrea Marchetti, Giuseppe Carloni, Placida Martinangeli, che con i loro lasciti hanno permesso all'Asilo un ulteriore sviluppo. Altra fonte di entrata venne individuata e proposta nella organizzazione, in varie circostanze dell'anno, di feste e veglioni di beneficenza al Teatro.

Quando nel 1939, dopo la soppressione della Congregazione di Carità e la istituzione dell'Ente Comunale di Assistenza, le 14 Opere Pie sopravvissute furono decentrate dall'E.C.A. e aggregate al nuovo Ente denominato Istituti Riuniti di Beneficenza, anche l'Asilo di Mendicità seguì questa sorte, e dopo qualche anno ne venne approvato un nuovo Regolamento organico.

A seguito della definitiva chiusura dell'Orfanotrofio Femminile, avvenuta nel 1975, il fabbricato occupato da questo venne sistemato per essere adibito a Casa di riposo per anziani. Il trasferimento dell'Asilo di Mendicità nei rinnovati locali ebbe luogo nel 1984.

L'edificio, costruito verso la fine del XVIII secolo, è situato nel centro storico di Osimo all'inizio di una via, che, essendo la continuazione del decumanus maximus (Corso Mazzini), taglia la città lungo la direttrice est-ovest.

Nel progetto di trasformazione del Ricovero secondo concetti ed esigenze più moderni rientra anche quello formale del cambiamento del nome.

Pertanto nel 1989 venne deciso che la vecchia denominazione Asilo di Mendicità "Vittorio Emanuele II" venisse sostituita con Casa di Riposo "Padre Benvenuto Bambozzi".